|
|
24/08/2010 - Trapianti di rene anche da infartuati.
Secondo uno studio pubblicato da «Lancet» problemi superabili. Ogni anno muoiono circa 700 pazienti in attesa di trapianto di rene.
Finora era considerata una strada impercorribile, ma adesso quella dei trapianti di organi, reni in particolare, da soggetti deceduti per infarto sembra un'ipotesi destinata a rivoluzionare il mondo della chirurgia. «Centinaia di vite potrebbero essere salvate - scrive oggi il Guardian - se l'NHS, il servizio sanitario britannico, imboccasse la strada dei trapianti da donatori morti per problemi cardiaci».
Fin dagli anni Settanta, tutti i trapianti di reni sono stati effettuati prelevando gli organi da donatori «cerebralmente morti», tipicamente in seguito ad incidenti stradali, emorragie cerebrali o altri incidenti sul lavoro. Ma la disponibilità di organi è in diminuzione e ogni anno muoiono circa 700 pazienti in attesa di trapianto di rene.
Una ricerca pubblicata sulla rivista Lancet (19 agosto on line) sostiene che, contrariamente a quanto finora affermato, i reni provenienti da «morti cardiache» non sono affatto qualitativamente inferiori agli altri e garantiscono un'identica aspettativa di vita ai pazienti sottoposti a trapianto.
La Gran Bretagna è uno dei Paesi europei con la più bassa percentuale di donatori di organi e circa 1000 persone l'anno muoiono in conseguenza della carente disponibilità di organi. I pazienti con problemi renali cronici sono circa 7mila degli 8mila in attesa di trapianto.
|
|
Giacomo Trapani
Statuto e regolamento
Dona il 5Xmille all'AIDO
Settimana Donazione
Tg Rainews 24
|